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Nonna

2 Apr

Col rossetto rosso
e la gonna larga
la mia nonna mamma.

Quei tuoi vivi occhi,
quella voce acuta,
la mia grande nonna.

Nel tuo passo svelto
salutando il mare
una schietta forza.

Mi hai insegnato il mondo
col sorriso acceso
una dolce infanzia.

Camminavi dritta
con il cuore vero
un amore pieno.

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Mamma

20 Mar

Provare una nuova distanza
per poterti volere vicina.

Circoscrivo un informe sentire.
Da lontano.
Per riuscire a osservare.circoli1

Ora vedo
la rabbia.
Una solida, nitida, incolpevole
rabbia.

L’ho cucita con cura
nei giorni.
In profondi silenzi filanti
incollando pensieri sconfitti.

Mi allontano
con le forbici in mano.
Oggi taglio,
per scoprire chi siamo.

Dormiveglia

22 Mag

Avvolta da nudi pensieri.
Momenti
si stringono intorno al respiro.
Si scontrano, devìano sogni.

Mi affacio, inseguo ricordi.
Le immagini mi cullano salde.
Rivivo
frammenti di tempo.

Nel buio sfrontate emozioni,
rapiscono la flebile me.

Fredde mattonelle marroni

23 Set

Quando le parole finiscono
cerco le immagini.
Per salvare quello che resta,
per definire quello che manca.
Scattare per superare.

Seduta per terra
per ritrovare parole
guardo chiodi senza quadri,
lampadine senza luci.

Se cerco non trovo un giorno felice,
insieme, noi tre.

Fotografo per vedere
quello che voglio.
Scrivo per far vivere
quello che c’è.

Corro. Silenziosa. Da piccola a grande
su fredde mattonelle marroni.

Fotografo e scrivo,
scrivo e fotografo
in una casa:
da sempre vuota.

La sedia a dondolo

7 Giu

Manciate di capelli
sul collo
scivolano via
al passaggio della mano.

Affacciata al terrazzo
guardi oltre.
La sigaretta accesa tra le dita,
pesanti sfuggono
la stanchezza e la paura.

Disarmata.

Si sbriciolano le mura,
crollano nel silenzio.
A piedi nudi nella polvere
i passi suonano vuoti.

Allargo le braccia,
guardo negli occhi il mare.
Chiedo di esplodere
nel sale,
dispersa dal vento.

E poi la rabbia.
Per difendere te,
per difendere me.
Una forza che si impone
violenta
e prosciuga.

Tra le tue braccia,
in fasce,
mi faccio cullare.
La sedia a dondolo:
avanti e indietro,
avanti e indietro…

…addormentati

Io e il vento

5 Dic

Intorpidita
in un costante, traballante
sbalzo di
essere.
La paura del non sentirsi
viva.

Disorientata da pesanti,
incatenanti pensieri
che rubano e strappano
quel poco di me che
ancora non so conquistare.

E poi una finestra che sbatte.

Il libeccio che passa,
scuote, schiaffeggia
schiaffi salati.
Il respiro del mare che
chiama.

Le mille battaglie,
le mille cadute.
E poi come sempre io e il vento.

Io e te.
Faccia a faccia.
Insieme, uno solo.

Con la mente
piena di sassi,
di onde, di cielo,
piena di passi, di blu.
Così pienamente leggera
di luce brillante.
Immersa nel tuo ridondante frastuono
testardo, orgoglioso,
maestoso.

Là fuori ti cerco,
mi trovi, ci sei,
ti abbraccio, ti stringo.
Tra i capelli, sulle labbra,
tutto intorno il tuo odore,
il mio odore.
Sei lì, per me, con me, sei mio.
Mi riempo di te,
del sale, del mare,
del soffio di vita
che violento mi fai respirare.

Insieme
io e te,
siamo soli.

Ragno

29 Nov

In bilico
scoprirsi
su un filo di lana.

Infeltrito il gomitolo
si srotola,
annodandosi con altre
matasse.

Ragnatela a trama
indefinita.
Dilaniata.

Avanzo carponi
filo dopo filo, aggrappandomi,
rallentando di nodo in nodo.
Sanguinante il corpo
per lo stanco strisciare.

Sono un ragno
prigioniero della sua lana.

Scivolo aspettando
che un filo si spezzi.

Sono un ragno,
un piccolo, instabile ragno
che sputa lacrime blu,
che mastica bile dagli occhi.

Dondolo:
per perdere l’equilibrio,
per cadere roteando, libero,
nel vuoto
scomposto.

Sono un ragno
e cado agitandomi.
Rimbalzo su parole
ascoltando pensieri
urlando desiderati sorrisi.

Cado, sognandomi libero
del caldo gomitolo
freddo di ferri,
buio di speranze deluse.

Cado.